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venerdì 27 marzo 2009

martedì 24 marzo 2009

martedì 24 febbraio 2009

Valori e impegno per reagire alla crisi


Il 16 febbraio il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha ricevuto al Quirinale il Comitato di Presidenza di Confartigianato.
Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini ha approfittato dell'occasione per ricordare al Capo dello Stato l'importanza dei valori e del ruolo economico e sociale espressi dall'artigianato e dalla piccola impresa "che rappresentano il 95% dell'economia italiana e sono protagonisti di quel made in Italy che il mondo ci invidia", ed ha ribadito l'impegno per "contribuire, da cittadini ed imprenditori, a fare della crisi un'occasione per affrontare le debolezze del nostro sistema Paese, le sue insufficienze ed i suoi problemi".

Il Presidente Guerrini ha espresso la convinzione che "i valori dell'artigianato e della piccola impresa, l'arte del saper fare, il lavoro come impegno e sacrificio, debbano essere riproposti con forza nel Paese, perché, dopo qualche decennio in cui sono prevalsi modelli più aggressivi e speculativi e in cui molti hanno immaginato che si potesse vivere e guadagnare senza lavorare, mai come ora c'è bisogno di chi realmente produce ricchezza e la diffonde nel territorio".

Fonte comunicato stampa di Confartigianato

domenica 22 febbraio 2009

E' tempo di crisi per tutti

Ecco un modo simpatico per sdrammatizzare sulla difficile situazione economica.
A inviare questi mini auguri è l'agenzia belga Lowe.




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sabato 21 febbraio 2009

Il paradosso dei sessi



Da poco uscito in Italia, il saggio della psicologa canadese Susan Pinker ha riacceso un dibattito che sembrava ormai destinato all'oblio. Ne "Il paradosso dei sessi", la Pinker afferma che da un punto di vista di successo, lavoro, carriera e denaro, la diversità tra i sessi deriverebbe da un ormone, l'ossitocina, "che compare durante l'allattamento e il parto, il sesso e gli abbracci e quando si accudiscono i piccoli". Un ormone che spingerebbe la donna a scegliere strade di vita e di realizzazione sociale che magari le rendono più felici, tenendole fuori dalla stanza dei bottoni.
Tutto è scaturito da una semplice domanda: "se il successo nel lavoro rispecchiasse quello scolastico, le donne oggi governerebbero il mondo, perché allora quasi sempre avviene il contrario?".

Sta di fatto che, per ora, in Italia le donne guadagnano, a parità di professioni, in media il 9% in meno degli uomini e l'occupazione femminile si ferma al 46,6% contro il 70,7% di quella maschile.

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venerdì 13 febbraio 2009

Stato cattivo pagatore

Di seguito un comunicato diramato dall'ufficio stampa di Confartigianato.

Roma, 13 febbraio 2009

20.000 imprese ‘vittime’ dei ritardi di pagamento dello Stato aspettano da anni il saldo delle agevolazioni previste dalla legge 488/92.
Un iter burocratico lungo e tortuoso ha bloccato l’erogazione dell’ultima tranche delle risorse già assegnate alle aziende per finanziare, in base appunto alla legge 488/92, programmi di investimento, come l’acquisto di macchinari e la costruzione di immobili, per ampliare e ammodernare l’impresa.
Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini si è rivolto al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola per denunciare l’ennesimo caso di ritardo dei pagamenti da parte dello Stato nei confronti degli imprenditori.
In pratica, gli imprenditori che hanno completato e collaudato le opere per le quali avevano richiesto i fondi previsti dalla legge n. 488/92, attendono ormai da anni, nei casi più gravi oltre quattro, l’erogazione dell’ultima rata dei contributi.
La soluzione del problema appare molto lontana. Infatti, oltre a mancare le regole che accertino il completamento degli investimenti dando il via libera ai fondi, c’è anche da considerare che la Legge Finanziaria 2008 ha ulteriormente complicato le cose ridefinendo i termini e l’applicazione della cosiddetta “perenzione amministrativa”, vale a dire la decadenza dei residui di spesa in conto capitale, abbassata da sette a tre anni.
“Nell’attuale situazione di congiuntura negativa – sottolinea Guerrini – la chiusura delle pratiche con l’erogazione del saldo di un contributo per cui sono stati sostenuti e conclusi da anni i relativi investimenti, costituirebbe, per le imprese beneficiarie, la certezza di risorse utili a fronteggiare contingenti crisi di liquidità”.
Il Presidente di Confartigianato auspica pertanto che il Ministero dello Sviluppo Economico adotti “ogni utile provvedimento per velocizzare la definizione istruttoria delle situazioni tuttora pendenti e, ai fini della semplificazione del processo, consentire alle imprese di autocertificare la fine dei lavori”. Secondo Guerrini “ciò metterebbe sulla giusta strada per assicurare finalmente e tempestivamente alle imprese che ne hanno titolo il riconoscimento dei loro diritti”.



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martedì 20 gennaio 2009

Ordinativi e fatturato in calo




L'Istat ha comunicato i dati di novembre relativi agli ordinativi e al fatturato dell'industria italiana. Entrambi sono caratterizzati da cali tendenziali paragonabili a quelli del lontano gennaio 1991.


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giovedì 8 gennaio 2009

La crisi e le voci di corridoio

Condivido quello che scrive la sig.ra Enrica Orecchia sul suo blog circa le "voci di corridioio" generate dall'attuale crisi e le necessarie contromisure da adottare per evitare che il panico provocato dalla sfiducia danneggi l'immagine aziendale attraverso un processo "virale".

Queste alcune delle contromisure indicate dalla sig.ra Orecchia:

Ammettere l’esistenza di voci di corridoio, negarle sarebbe controproducente.

Evitare atteggiamenti aggressivi con minacce di gravi provvedimenti contro chi ha messo in giro notizie non veritiere.

Spiegare quanto c’è di vero e correggere tutte le informazioni errate fornendo la versione corretta dei fatti (che non è la versione ufficiale ma la verità).

Fornire aggiornamenti periodici e non troppo distanziati nel tempo, in modo da soffocare sul nascere il proliferare di informazioni non vere.

Chiedere la collaborazione dei dipendenti nell’arginare le voci di corridoio. Sentendosi partecipi e apprezzati, saranno i primi a diffondere solo informazioni veritiere smentendo le informazioni false.

Se ci sono informazioni che devono restare riservate, comunicarlo onestamente.

Tenere presente che la strategia migliore è sempre la prevenzione, e che le voci di corridoio circolano più difficilmente nelle aziende in cui la comunicazione interna scorre fluida.

lunedì 5 gennaio 2009

Investimenti e accesso al credito

Di seguito i risultati del sondaggio dei Giovani Imprenditori di Confartigianato sul rapporto tra piccole imprese e crisi pubblicato su Il Giornale il 3 gennaio scorso.

lunedì 29 dicembre 2008

Sfiducia ai massimi storici

La fiducia delle imprese manifatturiere a dicembre scende ai minimi storici. L'indice Isae cala da 71,6 dello scorso mese a 66,6.

Le imprese confermano le difficoltà di accesso al credito emerse già nell'indagine dello scorso mese: circa il 13% delle imprese che hanno avuto recenti contatti con le banche non hanno ottenuto il finanziamento sperato (era poco più del 14% a novembre); nella maggior parte dei casi, il mancato finanziamento è dovuto a un esplicito rifiuto da parte degli operatori finanziari.

La crisi si estende a tutti i principali settori produttivi ed è diffusa anche a livello territoriale: l'indice scende infatti da 65,7 a 62 nei beni d'investimento, da 82,5 a 78,9 in quelli di consumo e da 66,3 a 60,7 negli intermedi. La fiducia scende infine da 67,6 a 63,8 nel Nord Ovest, da 71,4 a 63,1 nel Nord Est e da 80,0 a 75,8 nel Centro; una sostanziale stabilità si registra invece nelle regioni meridionali, dove l'indice passa da 75,9 a 75,5.

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lunedì 22 dicembre 2008

Risolvere la crisi semplificando

Semplificare l’attività della P.A. e tagliare gli oneri burocratici: è una potente leva che il Governo può muovere per aiutare imprese e cittadini ad affrontare la crisi ed evitare che gli imprenditori debbano sprecare ogni anno 15 miliardi, pari ad 1 punto di Pil, per gestire i complessi rapporti con la Pubblica Amministrazione”.
Lo ha detto Giorgio Guerrini durante un’Audizione sulla semplificazione normativa e amministrativa presso la Commissione Parlamentare per la semplificazione della legislazione.
Il peso maggiore della burocrazia, pari a 11,3 miliardi l’anno, viene sopportato dalle microimprese fino a 9 addetti. Un sistema a ‘burocrazia zero’ consentirebbe alle micro imprese di incrementare la produttività del 5,8% e di recuperare il 53,7% del gap di produttività che oggi scontano rispetto alla media di Francia, Germania, Spagna.

Guerrini ha poi ricordato i risultati di un sondaggio ISPO/Confartigianato su un campione di 1.200 persone tra artigiani, piccoli imprenditori e cittadini. Dalla rilevazione emergono esigenze identiche di cittadini e imprenditori per quanto riguarda le azioni considerate più utili alla semplificazione burocratica: il 45% degli intervistati ritiene necessario ridurre il numero degli uffici pubblici cui bisogna rivolgersi per adempiere ad obblighi amministrativi. Altrettanto importante la necessità di semplificare le norme (indicata dal 45% degli imprenditori) e gli adempimenti burocratici (41%). Nella classifica degli enti pubblici dove, a giudizio degli imprenditori e dei cittadini, è richiesto il maggior numero di pratiche inutili e quindi dove il peso della burocrazia è maggiore, vengono indicati, gli sportelli dei Comuni.
Tra le ‘ricette’ per superare queste difficoltà, piace al 79% degli imprenditori la proposta dell’intervento di soggetti privati, come le associazioni di categoria, nella gestione di ‘pezzi’ della Pubblica Amministrazione. Una proposta che riscuote anche il gradimento del 60% dei cittadini. Un’altra ipotesi per semplificare la vita delle imprese, vale a dire quella di eliminare i controlli preventivi per le imprese, sostituendoli con rigorosi controlli ex post, incontra il favore del 52% degli imprenditori.

Sulla base delle risposte al sondaggio Guerrini ha ribadito 6 principi-chiave per semplificare i rapporti con la P.A:
1. Creare un punto unico di contatto, pubblico o privato, cui l’imprenditore può rivolgersi per gestire tutti gli adempimenti connessi all’attività d’impresa;
2. Eliminare i controlli ex ante sull’attività d’impresa, in modo che, a seguito di una apposita dichiarazione, si possa avviare immediatamente l’attività;
3. Rafforzare i controlli ex-post sull’attività di impresa, cioè quelli successivi alla fase di autorizzazione, per verificare l’effettiva conformità dell’impresa alle norme sostanziali a tutela degli interessi pubblici, cui è preposta la Pubblica amministrazione (ad es. sicurezza, ambiente, sanità, etc.);
4. Creare un supporto tecnico di enti privati accreditati per certificare la conformità delle imprese alle norme vigenti;
5. Creare omogeneità di trattamento in tutto il Paese, con livelli minimi di semplificazione da intendersi come standard di efficienza della PA, cui tutte le amministrazioni siano tenute a conformarsi;
6. Tutelare l’impresa rispetto ai ritardi della P.A nell’autorizzare l’avvio dell’impresa tramite un indennizzo automatico per il mancato rispetto dei termini del procedimento.

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giovedì 18 dicembre 2008

In Italia le aziende si tingono di verde


Dai dati ottenuti da uno studio condotto dalla società di recruiting Robert Half Finance & accounting emerge che il 33% delle imprese italiane adotta politiche “verdi” all’interno dei processi produttivi, il 20% ha intenzione di promuovere attività eco-compatibili, solo il 6% non ha alcuna attenzione verso l'ambiente.
Anche se il valore è per ora sotto la media mondiale (42%), pare destinato a crescere. Fra le attività attuate per il rispetto dell’ambiente occupa un posto primario il risparmio energetico (uso di lampadine a basso consumo e maggiore responsabilizzazione dei dipendenti). Seguono i programmi di riciclo inclusi nei processi produttivi, l’utilizzo di carta riciclata,conservazione e risparmio dell’acqua, incentivazione all’uso dei mezzi pubblici attraverso il rimborso del costo del biglietto, la digitalizzazione dei documenti, con conseguente risparmio nell’uso di carta, piani di rimboschimento o altre iniziative analoghe.

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martedì 16 dicembre 2008

L'anno che verrà



Secondo le stime del Centro studi di Confindustria, la ripresa comincerà a farsi vedere solo alla fine dell'anno prossimo segnando poi nel 2010 un +0,7%.
Le possibilità di rilancio dell'economia sono però strettamente legate al ripristino della fiducia e al dissiparsi dell'incertezza che attanaglia la spesa di famiglie e imprese.
Nel 2009, per la prima volta dal 1994, la variazione annua dei posti di lavoro sarà negativa, con un calo dell'1,4%. Secondo il centro studi di viale dell'Astronomia, tra il secondo trimestre del 2008 e la seconda metà del 2009 si avrà una perdita di 600.000 posti di lavoro.

Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine della presentazione delle previsioni sull’economia del Centro studi, ha espresso la necessità che il Governo convochi presto tutte le forze politiche, le imprese e i sindacati per affrontare la situazione. "Chiediamo al governo - ha detto- di convocare molto presto un tavolo a cui partecipino tutte le forze politiche e sociali per dare risposte concrete ai cittadini".

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lunedì 15 dicembre 2008

Imprenditorialità sostenibile

Il Watt di Rotterdam è il primo dance club ad aver coniugato divertimento e riduzione dell’impatto ambientale.
Le vibrazioni della pista da ballo prodotte dai movimenti dei clubbers, si trasformano in elettricità, grazie alla presenza di piccole dinamo, determinando un risparmio energetico pari a 1/3 del normale fabbisogno del locale.

Il progetto, curato dall’architetto Henk Döll in partnership con l’agenzia Enviu, ha visto la collaborazione delle Università di Delft e Eindhoven.



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Il federalismo fiscale e le aspettative delle piccole imprese

Il federalismo fiscale – secondo Confartigianato - dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, e i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie. Secondo la Confederazione va evitato, magari con l’introduzione di un tetto massimo globale di prelievo operabile dai diversi livelli di governo, che la pressione fiscale che grava su cittadini e imprese raggiunga livelli inaccettabili e che vengano introdotte inutili complicazioni burocratiche negli adempimenti fiscali. Nel Disegno di legge, infatti, la struttura delle imposte non è completamente delineata. Tuttavia, Confartigianato giudica eccessivo il ricorso all’Irpef come strumento di flessibilità e manovrabilità a disposizione di Regioni ed Enti locali.
I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese.
Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali.
Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Confartigianato, la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo.

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domenica 14 dicembre 2008

10 buone ragioni



II Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini ritiene vi siano le seguenti 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E 3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI
Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.

2. PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI
Il settore del 'sistema casa' coinvolto dalle politiche per l'efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di euro.

3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE
Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l'incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l'occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell'economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).

4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE
La mancata conferma dell'incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.

5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO
Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L'utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.

6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO
Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.

7. STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2
Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell'11,7% nello stesso periodo.

8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA
Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l'indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna - 0,7%.

9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE
Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell'edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.
La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l'Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l'1,9% della Francia, l'1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.

10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT
Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del 'sistema casa', un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria per l'edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell'export complessivo italiano del 4,6%.

Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.


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martedì 9 dicembre 2008

La sua ricetta per superare la crisi



Ho trovato interessanti le parole del neo-eletto presidente della categoria metalmeccanica della Federlazio, Maurizio Flammini.

«Il momento è critico e le problematiche per le aziende sono tante, ma io sono certo della potenzialità degli imprenditori della nostra Regione e mi impegnerò, come presidente di un settore che conta oltre 1.000 aziende, circa 20 mila dipendenti e ha un fatturato di circa 3 miliardi, a rappresentare al meglio gli interessi della categoria spingendo su due fronti: internazionalizzazione e accesso al credito».
«Certamente lo spirito competitivo, quello di cui le aziende hanno oggi più bisogno, caratterizzerà le mie azioni per risolvere le problematiche del settore, che vanno dalla difficoltà di innovare i processi produttivi, ai ritardi nell'internazionalizzazione, fino ai costi troppo alti di materie prime ed energia. E poi porterò il mio ottimismo. Sono una persona positiva e credo anche che da una grande crisi ci si possa non solo risollevare ma uscirne addirittura più forti».
«La difficoltà più grande è quella del credito, abbiamo soprattutto in questo momento segnali di restrizione da parte delle banche. Come Federlazio stiamo lavorando a tutta una serie di iniziative che facilitino l'accesso al credito alle imprese puntando sui Confidi per diminuire i costi».

Fonte: Il Tempo

venerdì 5 dicembre 2008

Take control of your finances

La crisi impone di tenere a bada le proprie finanze.
Negli Stati uniti, la Continental Savings Bank lo comunica così.

Nella giusta direzione, si, però...


Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini (nella foto), nel confermare il giudizio positivo sulle misure varate dal Governo, sottolinea la necessità di modifiche su alcuni aspetti del provvedimento.
Il decreto anti-crisi va nella direzione giusta. Ma per renderlo davvero efficace va completato e corretto”.
Guerrini apprezza la revisione degli studi di settore. “trovano conferma le indicazioni di Confartigianato sia per quanto riguarda la valorizzazione degli Osservatori regionali sia per quanto concerne la necessità di adeguarli agli indicatori congiunturali”.
Ma aggiunge “non comprendiamo le ragioni dell’esclusione di 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone soggette ad Irpef, dalle misure di riduzione degli acconti d’imposta”.
Così come giudica “altrettanto incomprensibile l’esclusione dei lavoratori indipendenti dal beneficio del bonus straordinario. Gli impegni del Governo per favorire la spinta imprenditoriale sembrano essere negati da questa discriminazione tra categorie di lavoratori”.
Positivo il giudizio sulla possibilità di pagare l’Iva al momento dell’incasso della fattura. Ma, anche in questo caso, Guerrini richiama l’attenzione sul fatto che “l’efficacia della misura dipenderà dalla soglia di ricavi che verrà stabilita”.
Sul fronte delle condizioni di accesso al credito da parte di artigiani e piccoli imprenditori, Guerrini esprime “forte preoccupazione per i tempi di attuazione del positivo provvedimento che potenzia i Consorzi fidi” e mette in guardia sul “rischio che il rinvio ad ulteriori decreti ne ritardi l’utilizzazione, vanificandone l’efficacia”.
Analogamente il provvedimento per ridurre i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese rappresenta, per il Presidente di Confartigianato, “una misura estremamente utile che, però, necessità di un’immediata utilizzazione e di un meccanismo automatico per garantire la compensazione tra debito tributario iscritto a ruolo e credito di qualsiasi natura vantato dalle imprese nei confronti della PA debiti e crediti”.
Positivo infine il giudizio sui provvedimenti in materia di lavoro “per l’artigianato e la piccola impresa, grazie agli interventi sugli ammortizzatori sociali, che valorizzano la bilateralità, di fatto nasce un sistema alternativo alla cassa integrazione. E si completa la riforma del modello contrattuale dell’artigianato siglata pochi giorni fa da Confartigianato, dalle altre Confederazioni artigiane e da Cisl e Uil”.

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giovedì 4 dicembre 2008

Nautica e Idrogeno

E' il nome di un progetto, ideato da Assonautica in collaborazione con la Hydrogen University, finalizzato a implementare, nel settore nautico, un sistema integrato imbarcazioni - stazioni di rifornimento con alimentazione alternativa ai derivati del petrolio. Il progetto rappresenta l’avvio di un processo di rinnovamento su larga scala che porta indubbi vantaggi in campo ambientale e della tutela del mare, in campo economico, sanitario e nel rispetto degli accordi internazionali per la protezione del clima.

Il progetto si sviluppa a partire da porti del Mare Adriatico, per estendersi, in seguito, all’intera area mediterranea.
Verranno organizzati corsi, diretti a operatori portuali, gente di mare, dipartisti, presso l’Università dell’Idrogeno di Monopoli.

Leggi il progetto completo.