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martedì 9 dicembre 2008

La sua ricetta per superare la crisi



Ho trovato interessanti le parole del neo-eletto presidente della categoria metalmeccanica della Federlazio, Maurizio Flammini.

«Il momento è critico e le problematiche per le aziende sono tante, ma io sono certo della potenzialità degli imprenditori della nostra Regione e mi impegnerò, come presidente di un settore che conta oltre 1.000 aziende, circa 20 mila dipendenti e ha un fatturato di circa 3 miliardi, a rappresentare al meglio gli interessi della categoria spingendo su due fronti: internazionalizzazione e accesso al credito».
«Certamente lo spirito competitivo, quello di cui le aziende hanno oggi più bisogno, caratterizzerà le mie azioni per risolvere le problematiche del settore, che vanno dalla difficoltà di innovare i processi produttivi, ai ritardi nell'internazionalizzazione, fino ai costi troppo alti di materie prime ed energia. E poi porterò il mio ottimismo. Sono una persona positiva e credo anche che da una grande crisi ci si possa non solo risollevare ma uscirne addirittura più forti».
«La difficoltà più grande è quella del credito, abbiamo soprattutto in questo momento segnali di restrizione da parte delle banche. Come Federlazio stiamo lavorando a tutta una serie di iniziative che facilitino l'accesso al credito alle imprese puntando sui Confidi per diminuire i costi».

Fonte: Il Tempo

lunedì 24 novembre 2008

Metalmeccanico, istantanea di un recesso

A fotografare l'andamento del settore metalmeccanico nei primi 8 mesi del 2008, è l'indagine trimestrale di Federmeccanica, presentata, a Roma, dal vice presidente Luciano Miotto che parla di primi segnali di "andamenti recessivi per l'intero settore, con prospettive a breve di un ulteriore peggioramento". A fine settembre, ha sottolineato Miotto, "già 14 imprese su 100 avevano problemi di liquidità e la situazione è destinata a peggiorare qualora non vengano poste in essere misure dirette a favorire l'accesso al credito".
Dall'indagine di Federmeccanica emerge un rallentamento della produzione di tv (-5,7%), apparecchi elettrici (-6,4%) e prodotti in metallo (-5,2 %). Unico segno positivo arriva dalle macchine e apparecchi meccanici, cresciuti, in media,dello 0,7%.

La crisi, infine, non risparmia i posti di lavoro, in calo, nelle grandi aziende, dello 0,5 %, soprattutto, tra gli operai (-2,1%). Crescono, invece, del 2% gli impiegati e le retribuzioni contrattuali, del 3,8 %. Ma aumenta, anche, il ricorso alla cassa integrazione (circa 10%), che rappresenta lo specchio dell'attuale situazione di crisi del settore metalmeccanico.

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