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mercoledì 19 novembre 2008

"Il pagamento dell’Iva a incasso avvenuto"


Questa la proposta anti-crisi lanciata dal Presidente Nazionale di CNA Ivan Malavasi (nella foto) a conclusione del convegno "Quale credito all'artigianato e alla pmi per superare la crisi e creare nuovo sviluppo? Le proposte di CNA e di Cogart CNA Piemonte".
Ivan Malavasi rivendica un maggior pragmatismo con queste chiare parole: "Le nostre proposte sono state fatte proprie da tutte le organizzazioni della piccola impresa, hanno ricevuto il consenso del governo, ma di fatto, fino a oggi, nessun provvedimento è stato varato a livello nazionale, mentre in alcune regioni, quali il Piemonte, sono stati già compiuti importanti interventi a sostegno delle imprese. Analizzare i motivi della crisi attuale è sicuramente appassionante, ma intanto il pericolo è che, mentre tutti discutono di assetti mondiali, le imprese chiudano".
E ancora: "Ogni crisi economica cancella interi segmenti di impresa e ne modifica radicalmente altri. Questa è totalmente diversa dal passato. Abbiamo tutti l'obbligo di creare le condizioni affinché le imprese possano reggere e reinvestire sapendo cogliere, quando si evidenzieranno, le prime opportunità di rilancio".

martedì 18 novembre 2008

L'importanza del settore artigiano

Presidente dei giovani imprenditori di confartigianato, Marco Colombo intervistato dal Il Giornale , si dichiara convinto della necessità di sostenere l'artigianato dichiarando: "se improvvisamente diventassi ministro dello sviluppo economico, metterei subito in atto un piano per dare vitalità all'impresa artigiana e alle pmi, attraverso l'attivazione dei finanziamenti necessari alla crescita del settore e alla creazione dell'indotto. Non dimenticherei, poi, il valore sociale di un comparto da cui dipendono innumerevoli iniziative".
Colombo ritiene che il settore si soffocato dai numerosi intoppi burocratici, dalle eccessive richieste di garanzia per l'accesso al credito da parte delle banche e, non da ultimo, da una cultura ancora troppo radicata a un'immagine dell'artigiano come bottegaio e non come vero e proprio imprenditore.

Signor Colombo, siamo con lei!

Progetto "Impresa Italia"

“Impresa Italia” è il progetto concreto che UniCredit Group, di concerto con Confartigianato e altre 9 Associazioni di Categoria e attraverso i Confidi, lancia per finanziare le piccole imprese, uno dei motori principali della nostra economia.
Attraverso “Impresa Italia”, UniCredit renderà disponibili 5 miliardi di euro di nuovi finanziamenti destinati alle aziende di piccole dimensioni (3 miliardi alle micro imprese, 2 miliardi alle medio-piccole) che potranno così contare su crediti sia a breve termine per il rafforzamento della gestione del circolante aziendale, sia a medio-lungo termine per effettuare i propri investimenti.
Alessandro Profumo, Amministratore Delegato di UniCredit Group, ha firmato una lettera di intenti per dare il via a un intervento attraverso il quale l’Istituto si impegna da subito a fornire il proprio concreto sostegno alla ripresa dell’economia. Per Confartigianato sono intervenuti il Presidente Giorgio Guerrini e il Segretario generale Cesare Fumagalli. Per Fedart Fidi, il Presidente Daniele Alberani e il Coordinatore nazionale Luciano Consolati.
"Molti segnali indicano che la crisi che ha colpito i mercati finanziari è destinata a trasferirsi sull’economia reale – ha dichiarato Profumo - Compito prioritario del sistema bancario, in questa fase, è operare per ridurre l’impatto della crisi assicurando, attraverso il credito, il necessario sostegno all’economia. Con questa iniziativa UniCredit vuol dare un segnale concreto della propria volontà di essere al fianco delle imprese e, in particolare, di quelle di piccole dimensioni, che rappresentano una parte fondamentale del tessuto produttivo del Paese".
Nei singoli territori verranno firmati una serie di accordi per dare attuazione operativa agli stanziamenti previsti dal fondo. Tali accordi verranno modulati e quantificati secondo le caratteristiche e le esigenze delle diverse aree geografiche.
II Progetto “Impresa Italia” è stato possibile grazie al virtuoso sistema di relazione dell’Istituto con le Associazioni di categoria. UniCredit è stata la prima banca in Italia a sviluppare un modello di partnership con le Associazioni di Categoria e i Confidi. Da oltre due anni, infatti, ha costituito per loro una struttura commerciale dedicata e una serie di iniziative mirate che le hanno permesso di acquisire un prezioso patrimonio di conoscenza delle esigenze e delle potenzialità delle imprese e del contesto economico produttivo locale. Dal 2006 ad oggi, grazie all’opera di garanzia dei Confidi, UniCredit ha erogato a circa 65.000 piccole imprese oltre 3 miliardi di euro.

domenica 16 novembre 2008

I piccoli imprenditori e la crisi

Da un sondaggio Confartigianato -Ispo, effettuato su un campione di consociati, è risultato che il 60,5% degli artigiani ritiene molto utile l’intervento dello Stato per affrontare la crisi finanziaria. E, a questo proposito, gli imprenditori non hanno dubbi: l’azione considerata più efficace è, per oltre il 58% del campione, la diminuzione del carico fiscale.
La rilevazione fa emergere una percezione molto netta, ma non ancora drammatica, delle difficoltà congiunturali: il 51,8% dei piccoli imprenditori è convinto che nei prossimi mesi la situazione economica italiana peggiorerà.
Tuttavia soltanto un terzo degli imprenditori intervistati (34,1%) ritiene che peggiorerà la situazione economica della propria azienda, mentre il 44,3% del campione pensa che resterà invariata, cioè positiva come ora.
Molto diffusi tra gli artigiani (73% degli intervistati) i timori per l’aumento dei tassi di interesse.
Scende invece al 40,5% la percentuale di imprenditori preoccupati per la tenuta dei livelli occupazionali della propria azienda.
Il 56% degli imprenditori è preoccupato per l’accesso al credito e il 21% ha percepito azioni restrittive da parte delle banche, soprattutto la richiesta di maggiori garanzie e l’incremento dello spread sui tassi di interesse.
Oltre la metà del campione (56%) pensa di far fronte a possibili future esigenze di liquidità per la propria azienda tramite autofinanziamento e il 26% tramite credito bancario.
Tra i problemi più gravi denunciati dagli imprenditori in questa fase di crisi, vi sono i ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.
Infatti, le piccole imprese che forniscono beni e servizi alla PA devono aspettare, in media, 3 mesi e mezzo per essere pagati dalla Pubblica Amministrazione. Ma per 222.000 imprese – pari al 28% di quelle che forniscono beni e servizi alla PA – l’attesa supera i 4 mesi.
La situazione delle imprese delineata nel sondaggio – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini – rende improcrastinabili interventi di sostegno all’economia reale”. Il Presidente Guerrini indica i seguenti interventi prioritari: sostenere l’accesso al credito e gli investimenti delle micro e piccole imprese mediante il rafforzamento del sistema dei Consorzi Fidi; spostare il versamento dell’Iva al momento dell’incasso delle fatture; misure di tutela delle imprese soggette agli studi di settore; misure sul versamento della II rata di acconto Irpef; revisione delle tariffe dei premi assicurativi Inail; intervenire sui tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione mediante la compensazione tra debito tributario iscritto a ruolo e credito di qualsiasi natura vantato dalle imprese nei confronti della PA”.

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